AGIBOT ha introdotto Worken, un framework proposto progettato per misurare la produttività dei robot in ambienti reali, durante il suo evento Innovation Day 2026 a Shanghai. Combinando i concetti di "Lavoro" e "Token", l'iniziativa mira a spostare l'attenzione del settore dal volume di produzione alla quantità di lavoro utile che i robot possono eseguire in modo autonomo e costante. Peng Zhihui, co-fondatore e CTO di AGIBOT, ha dichiarato che, sebbene hardware e modelli AI abbiano fatto progressi significativi, il settore deve ora affrontare la questione di quanto lavoro produttivo i robot effettivamente distribuiti forniscano realmente in fabbriche, magazzini e contesti di servizio.
Il framework Worken definisce la produttività come "ore di lavoro intelligente effettive", calcolate moltiplicando il numero di robot attivi per le loro ore di lavoro autonome e un rapporto di efficienza dell'output. Questa metrica valuta l'output produttivo rispetto a benchmark di riferimento, come gli standard dei lavoratori umani, invece di contare semplicemente le unità prodotte o il tempo di accensione. AGIBOT ha descritto questo approccio come un modo per valutare il valore economico della robotica, notando che i miglioramenti software possono aumentare l'output utile di una macchina durante il suo ciclo di vita. L'azienda prevede di perfezionare Worken attraverso dati operativi e benchmark specifici per compito per servire come riferimento per il valore dell'IA fisica.
Oltre alla nuova metrica, AGIBOT ha rivelato diversi avanzamenti tecnologici. L'azienda ha introdotto AHA3, una piattaforma hardware integrata che unifica l'intelligenza di locomozione, interazione e manipolazione. Costruita sulla tecnologia di guida dei motori e su connettività ad alta velocità inclusa Wi-Fi 6 e 5G, AHA3 presenta un sistema di raffreddamento liquido per giunti e giunti con rating IP67 per supportare operazioni industriali continue. Nel campo dell'intelligenza del movimento, AGIBOT ha evidenziato gli aggiornamenti al suo framework AGILE, che ora include una capacità di agente auto-evolutivo progettata per aiutare i robot ad adattarsi a condizioni del sito in cambiamento oltre ai comportamenti predefiniti.
L'evento ha anche visto l'esordio di GO-3 Preview, un modello fondazionale di IA incarnata di prossima generazione costruito attorno a un World Reasoning Action Model (WRAM). Progettato per anticipare le conseguenze delle azioni e generalizzare attraverso i compiti, GO-3 Preview si è classificato al primo posto nei tassi di successo dei compiti su RoboDojo e ha ottenuto punteggi massimi sui benchmark RoboTwin e RoboColiseum. Per l'interazione uomo-robot, l'azienda ha presentato WITA-Omni 1.0, un modello omni-modale che integra percezione visiva, voce e azioni fisiche in un sistema continuo che attualmente guida i benchmark di interazione incarnata come Daily-Omni.
Sul fronte hardware, AGIBOT ha lanciato il G2 Max, un robot industriale pesante con 21 gradi di libertà e una capacità di manipolazione a doppio braccio fino a 40 kg. Progettato per la manifattura e la logistica, il robot supporta la manipolazione controllata dalla forza e la mobilità omnidirezionale. L'azienda ha dimostrato implementazioni nel mondo reale della sua famiglia G2 nella produzione di tablet, nell'imballaggio dei semiconduttori, nell'alimentazione di macchine CNC e nelle operazioni logistiche presso clienti come Longcheer. Oltre all'industria, AGIBOT ha evidenziato applicazioni di servizio nei trasporti e nel turismo, incluse implementazioni alla Metro di Guangzhou e nel complesso Chimelong.
Per supportare questi sistemi, AGIBOT ha rilasciato Link-U OS 1.0, descritto come il primo sistema operativo progettato specificamente per l'intelligenza incarnata. Costruito su un livello di astrazione hardware unificato e un kernel nativo per l'intelligenza incarnata, il sistema operativo collega l'hardware del robot con le applicazioni di livello superiore. L'azienda ha annunciato piani per rendere Link-U OS completamente open-source entro la fine del 2026 e ha donato il progetto alla OpenAtom Foundation per favorire una comunità collaborativa di robot umanoidi. L'ecosistema di AGIBOT include attualmente partnership con 255 università, 511 imprese e oltre 80.000 sviluppatori.
Fonti: The Robot Report.